L’importanza della speranza per i nostri figli. Ema Pesciolinorosso a Borgaretto il 4 marzo 2016

Pubblicato da: | Pubblicato il: febbraio 25, 2016

speranzaNel percorso di avvicinamento all’incontro con la Fondazione Ema Pesciolinorosso di venerdì 4 marzo 2016, alle ore 21.00, presso il Salone Sant’Anna di via Orbassano n.3 a Borgaretto – Beinasco (TO), non possiamo non interrogarci su alcune questioni legate al rapporto genitori-figli allo scopo di stimolare riflessioni. In particolare nell’avvicinarci al mondo di Ema Pesciolinorosso e di papà Gianpiero Ghidini, nel vedere i loro video, nel leggere i loro testi e soprattutto nel conoscere le testimonianze dei ragazzi, ci ha colpito l’importanza della parola speranza per i giovani, ma probabilmente non solo per loro. Provate a seguire la nostra riflessione…

Per i Greci la speranza era originariamente un male. Nella loro cultura era troppo vicina all’illusione, a cui seguiva inevitabilmente la delusione, che rende ancora più tragica la realtà; dunque, meglio non sperare. Quando Pandora, fanciulla divina, per curiosità aprì il vaso che Zeus le aveva ordinato di non aprire, ne uscirono tutti i mali del mondo, eccetto la Speranza. Gli uomini, che prima erano felici e immortali come gli dei, conobbero allora il dolore e la morte, finché Pandora liberò anche la Speranza, che alleviò la loro insopportabile esistenza.

Da allora sino ai giorni nostri “…guardare al futuro pensandolo migliore del presente e desiderare il bene per sé stessi è un bisogno della nostra specie, perché ci aiuta a superare i momenti difficili“. Così Umberto Veronesi parla della speranza. Da allora e sino ai giorni nostri, a prescindere da filosofie e religioni, mai gli uomini hanno rinunciato a sperare. Generazione dopo generazione, di padre in figlio, la speranza è sempre stata sinonimo di “tendere verso il bene“.

Se ciascuno ripensa al proprio trascorso, a quello dei propri genitori o a quello dei propri nonni, ed al legame di ogni passo con la speranza non può non rendersi conto di come essa sia stata una fedele compagna di viaggio. L‘attuale generazione di genitori viene spesso accusata di essere troppo protettiva nei confronti dei figli, di essere “genitori spazzaneve“, ossia quelli che ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto, e con questo atteggiamento non fa altro che un maldestro tentativo di proiettare la propria speranza oltre i figli. 

Forse perché per la prima volta nella storia dell’umanità si ha la sensazione che stia venendo meno la speranza per un futuro migliore e se a questo aggiungiamo il contesto economico e sociale in cui stanno crescendo i nostri figli, in cui le correnti di disfattismo e addirittura di catastrofismo fanno serpeggiare molte paure e atteggiamenti regressivi, il quadro negativo è completo e la speranza si riduce giorno dopo giorno. Forse perché per la prima volta nella storia dell’umanità questa sensazione la stiamo trasmettendo ai nostri figli.

Ma noi genitori, in questo gioco altamente competitivo in cui abbiamo trasformato la vita, non vogliamo arretrare neanche di un passo e figuriamoci se vogliamo che lo facciano i nostri figli. Li vogliamo sempre sul palcoscenico, sotto la luce dei riflettori, attori protagonisti e mai comparse, primi della lista e mai neanche secondi, perché in fondo i loro successi sono la proiezione del nostro essere un “buon genitore” agli occhi del mondo. E la loro presenza su quel palcoscenico è la chiave che permette anche a noi di esserci, lì al loro fianco.

Ma allo stesso tempo siamo sordi alle loro richieste ed ai loro desideri perché non coincidenti con i nostri, ciechi ai loro successi perché misurati con metri diversi, paralizzati davanti ai loro errori perché il primo pensiero è che a sbagliare siamo stati noi.


Ma proviamo per un attimo a cambiare punto di vista
, a spegnere le luci dei riflettori, a scendere dal palcoscenico, a chiudere il sipario; sediamoci in platea. socchiudiamo gli occhi ed ascoltiamo la voce dei nostri figli:

Caro Gianpietro…EmaPesciolinorosso1

…Tu mi hai fatto capire l’importanza della vita, mi hai fatto capire che la vita è UNA SOLA. Non posso immaginare il dolore che hai provato quando hai saputo di Emanuele, hai combattuto e stai combattendo ancora. Sei una persona veramente forte. Mi hai fatto prendere esempio da te. Secondo me Dio ci ha creati per metterci alla prova e alla fine siamo noi che scegliamo se vogliamo luce e vita o rimanere nella grigia nebbia. Da oggi inizierò a voltare pagina, a credere più in me stesso e ad essere una persona che dia luce agli altri, come hai fatto tu questa sera. Grazie veramente, grazie di cuore. La gioia che ho provato durante la tua testimonianza è indescrivibile…

…Per la prima volta in 5 anni ho avuto l’occasione di sentire un uomo che con i suoi ideali e la sua voglia di cambiare il mondo dei giovani mi ha trasmesso la voglia di vivere. Un vivere sano basato sul dialogo con le persone che mi vogliono davvero bene e sulla voglia di realizzare i miei sogni più profondi…

…Inizierei col dirle un grandissimo grazie, in questi anni sono venuti […] altri a parlarci di droga e delle sue conseguenze; ma ritengo che non siano stati molto efficaci in quanto questi
avvenimenti non sono vissuti in prima persona, ma con il suo coraggio lei ha mosso il profondo di tanti animi un po’ addormentati e, forse, anche a salvarli da una trappola mortale…

…Le assicuro che tutti hanno apprezzato non solo il contenuto delle Sue parole, ma anche il modo, la forza e l’energia che Lei è stato capace di trasmetterci. Un grazie non è abbastanza per ricambiare ciò che le persone come Lei cercano di fare per mostrarci quanto sia preziosa la nostra aura, a Lei in particolare perché è capace di condividere con noi tutto il Suo dolore, la Sua sofferenza ma soprattutto la speranza che ha in noi ragazzi, ed è una cosa meravigliosa, perché cambieremo il mondo solo se alle spalle abbiamo la fiducia di persone giuste…

…Abbiamo visto in te i nostri genitori ed abbiamo compreso quanto sia importante l’ascolto, il dialogo, la capacità di chiedere aiuto senza il timore del giudizio. Quanto ci è piaciuto sentirci dire: “non buttatevi via” e “spiccate il volo“…

Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere altro alle parole di questi ragazzi, dei nostri figli. Possiamo (e dobbiamo) avere ancora tutti speranza, ma soprattutto non possiamo (e non dobbiamo) rubarla ai nostri ragazzi.

Vi aspettiamo numerosissimi venerdì 4 marzo 2016, alle ore 21.00, presso il Salone Sant’Anna di via Orbassano n.3 a Borgaretto – Beinasco (TO) per incontrare papà Gianpiero Ghidini e la Fondazione Ema Pesciolinorosso. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

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CLICCA QUI per scaricare il volantino…

Lo staff di AllegraMente.

 





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