Grooming o adescamento online, conosciamone i meccanismi per prevenirlo

Pubblicato da: | Pubblicato il: dicembre 19, 2014

GroomingCon questo articolo riprendiamo i nostri approfondimenti relativi alle nuove tecnologie ed al loro rapporto con noi genitori ed i nostri figli. Con gli articoli pubblicati nelle scorse settimane abbiamo cercato di fare una panoramica generale di termini e concetti a volte sconosciuti a noi genitori per poi scendere progressivamente nel dettaglio, sempre da un punto di vista di genitore. Uno degli ultimi termini inglesi da approfondire, che accompagnano e descrivono questo mondo, è il cosiddetto “grooming“. Vediamo di cosa si tratta.

Nell’articolo del 21 novembre 2014 abbiamo detto che il grooming può essere tradotto come l’adescamento dei minori in rete ed è un fenomeno che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un bambino o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete Internet, in particolare tramite chat, blog, forum e social networks.

Nel nostro ordinamento giuridico è stato recentemente introdotto nel Codice Penale il reato di adescamento di minorenni, e si riferisce al compimento di qualsiasi atto volto a carpire la fiducia di un minore di età inferiore a sedici anni per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante Internet o altre reti o mezzi di comunicazione. Teniamo presente che il reato si configura anche se l’incontro con il minore non avviene: non è necessario, infatti, che l’adescamento vada a buon fine, ma è sufficiente il tentativo, da parte di un adulto, di conquistare la fiducia di un bambino o di un adolescente per fini sessuali.

 

Come funziona?

Alla base dell’adescamento online c’è sempre il tentativo di un adulto di instaurare un solido rapporto di fiducia con il bambino o ragazzo. Nella maggior parte dei casi, l’adulto individua la sua vittima tra i profili corrispondenti alla fascia di età “preferita” e inizia una conversazione su argomenti banali e tipici della vita di un bambino o di un ragazzo: la scuola, gli amici, gli hobby. Come trucco, spesso l’adescatore mente sulla propria età anagrafica, salvo poi rivelarla quando la relazione si approfondisce. Le richieste di confidenze sessuali arrivano talvolta subito e, spesso, sono precedute da dichiarazioni di trasporto sentimentale. Il passo successivo è la richiesta di immagini osé (sexting), cui può seguire quella di un incontro reale.

L’adulto pone molta attenzione ai racconti del minore, si propone nel ruolo di un premuroso confidente e si dichiara suo grande amico. Il processo attraverso cui il malintenzionato manipola il minore per avere la sua incondizionata fiducia è lento e può durare anche diversi mesi.

 

I numeri del fenomeno

L’adescamento online è un fenomeno in forte espansione che coinvolge sempre più spesso ragazzi e ragazze al di sotto dei 18 anni. Negli ultimi anni, specialmente a seguito del boom dei social network, le vittime degli abusi online appartengono a fasce d’età sempre più basse, tra i 10 e i 12 anni.

Da un’indagine condotta negli Stati Uniti nel 2010, è emerso che un adolescente su 10 è stato adescato online . Nel 69% dei casi, tuttavia, il tentativo di adescamento non si è concluso con una richiesta di contatto al di fuori della Rete. E’ stato osservato che gli adolescenti sono maggiormente a rischio di essere adescati rispetto ai bambini più piccoli ; inoltre, per le ragazze vi è un rischio maggiore rispetto ai loro coetanei maschi .

Secondo un’indagine condotta da EuKids nel 2012 su un campione di oltre 25.000 bambini e adolescenti (età 9-16 anni) provenienti da 25 paesi europei, il 30% ha riferito di avere conosciuto persone estranee attraverso internet (il 23% ha riferito di averne conosciute 5 o più). Nel 9% dei casi, al contatto online è seguito un incontro offline, ma solo l’1% ha riferito di essersi sentito preoccupato o turbato per questi incontri, mostrando una sottostima dei possibili rischi connessi all’incontro con persone sconosciute.

(Fonte dei dati: Telefono azzurro)

 

Che grado di consapevolezza abbiamo?

Da una parte i ragazzi sono molto abili nell’utilizzo delle nuove tecnologie e in grado di muoversi con disinvoltura nella Rete, tuttavia non sempre possiedono strategie efficaci per difendersi da eventuali malintenzionati su Internet. 4 adolescenti su 10 giudicano positivamente o in maniera accettabile un loro coetaneo che incontri dal vivo una persona conosciuta online e l’8,5% dei ragazzi intervistati dichiara di accettare la richiesta di amicizia in un social network anche da parte di persone sconosciute. Interrogato su quale strategia utilizzi per capire se fidarsi di qualcuno conosciuto online, 1 adolescente su 10 ritiene di potersi fidare di una persona conosciuta in rete semplicemente ponendo alcune domande e sempre 1 su 10 ritiene che per fidarsi sia sufficiente seguire il proprio istinto.

Dall’altra parte i genitori non sempre dispongono delle conoscenze necessarie per accompagnare bambini e ragazzi nell’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Il 33,5% dei genitori intervistati afferma, infatti, di saper utilizzare il pc “poco” o “per niente”; il 42% dichiara di sapere utilizzare Internet “abbastanza”, laddove il 34,9% ammette di saperlo utilizzare “poco” o “per niente”. Questa scarsa conoscenza si accompagna ad una evidente sottovalutazione dei pericoli online: quasi la metà dei genitori intervistati (46,4%) ritiene impossibile che il proprio figlio chattando possa entrare in contatto con un adescatore/pedofilo; il 47% ritiene impossibile che il proprio figlio veda su Internet immagini sessualmente esplicite e l’88,9% esclude che i propri figli possano spogliarsi e mettere proprie immagini e video online.

 

Consigli per i genitori

Questa la raccolta di consigli pratici per genitori ed adulti che abbiamo messo insieme sulla base di quanto scritto dai professionisti “addetti ai lavori” e dagli enti preposti ai controlli ed alla sicurezza:

  • Facciamo noi stessi esperienza diretta di navigazione in Internet: non è possibile adottare mezzi di difesa e di controllo se non si possiede almeno una minima cultura informatica.
  • Soprattutto in caso di bambini più piccoli, usiamo dei software di protezione (o filtri) per monitorare l’uso che viene fatto di Internet. Inoltre, controlliamo periodicamente la “cronologia” dei siti web visitati.
  • Con i bambini più piccoli, può essere utile condividere le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet, ad esempio scrivendo insieme a loro una “carta delle regole di comportamento” da appendere accanto al computer.
  • Il computer utilizzato dai bambini più piccoli dovrebbe trovarsi in uno spazio comune all’interno della casa, in modo da rendere possibile una supervisione da parte di un adulto all’accesso alla Rete.
  • Informiamoci e interessiamoci a cosa fanno i nostri figli online e promuoviamo un dialogo aperto e sincero rispetto al mondo di Internet.
  • Insegniamo ai nostri figli a non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici, ma anche indirizzo e-mail) che possono renderli facilmente individuabili e raggiungibili.
  • Nel caso dell’invio di proprie foto o video, ricordiamo loro che una volta finiti online se ne può perdere il controllo.
  • Assicuriamoci che i vostri figli sappiano che le persone che incontrano online non sono sempre quelle che dicono di essere; le informazioni date potrebbero essere false, così come le foto inviate da persone sconosciute potrebbero essere contraffatte.
  • Parliamo apertamente e onestamente del rischio di imbattersi durante le attività online in potenziali malintenzionati: dimostriamo loro che non debbono vergognarsi a chiederci informazioni su tale argomento e a confidarci eventuali “brutti incontri online”
  • Condividiamo con i vostri figli l’importanza che ci informino sempre di eventuali richieste di incontrarsi personalmente ricevute da contatti conosciuti online.
  • Insegniamo ai nostri ragazzi a utilizzare correttamente le impostazioni sulla privacy dei vari social network e a ricorrere ad eventuali funzioni di blocco dei contatti che li infastidiscono online.
  • Mostriamo ai nostri figli di essere sempre disponibili ad ascoltarli e facciamo capire loro che non è mai troppo tardi per riferire se qualcuno o qualcosa, durante la navigazione, li ha turbati, o li ha messi a disagio, senza il timore di essere giudicati o puniti, perché solo così potranno evitare di imbattersi in pericoli ancora maggiori.

 

Consigli per i ragazzi

Abbiamo raccolto anche consigli per i ragazzi. Li riportiamo per trasferirli ai nostri figli e perché possano essere di aiuto per il dialogo che dobbiamo instaurare con loro su questo argomento:

  • Non fidarti di chi vuole sapere troppe cose. Non dare nessuna informazione su di te, sulla tua famiglia o sui tuoi amici ed evita di inviare foto personali a persone che non conosci. In Rete è facile perdere il controllo delle informazioni e non si può mai sapere chi entrerà in loro possesso e per quanto tempo circoleranno!
  • Ricordati sempre che è facile mentire quando si è on-line: alcune persone possono fingersi tuoi coetanei, quando in realtà non lo sono, o mascherare le reali intenzioni per cui sono entrate in contatto con te. Mostrati accorto e ragiona in maniera critica quando ti confronti con qualcuno sulla Rete.
  • Incontrare qualcuno che si è conosciuto solo tramite la Rete non è una buona idea, anche se questa persona ti ha inviato foto o se tu l’hai vista tramite una webcam: le immagini potrebbero essere contraffatte!
  • Non condividere mai la tua password, neanche con i tuoi amici: è un dato riservato che appartiene solo a te!
  • Non credere che tutto ciò che è su Internet sia vero: in caso di dubbi o incertezze fai domande ai tuoi genitori e  insegnanti.
  • Se qualcuno ti mette a disagio, ti disturba, ti dice cose che ti imbarazzano e/o ti spaventano, ti propone azioni che ritieni inadeguate o che i tuoi genitori ti hanno detto di non compiere, o che per te non è bene compiere, bloccalo immediatamente interrompendo i contatti. Non sei tenuto a continuare la conversazione se non ti senti a tuo agio.
  • Condividi: se ricevi o vedi qualcosa che ti mette a disagio, parlane con i tuoi genitori o con i tuoi insegnanti!

 

Consigliamo un video…

Consigliamo la visione di questo video, realizzato con il contributo del governo inglese, che ha la particolarità di raccontare un episodio di adescamento online al contrario, ossia partendo dal tragico epilogo. Raccontato in questo modo è incredibile vedere come il tutto sia nato da una fatto molto banale: l’invio di una foto tra amici.

 

Come sempre speriamo che la lettura di questo articolo possa contribuire ad aumentare il livello di conoscenza e di consapevolezza di un altro argomento legato prevalentemente al mondo dei nostri figli, che ci permetta di poter avere con loro un dialogo sempre più aperto e costruttivo.

Attendiamo i vostri commenti.

Lo staff di AllegraMente.

 





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