“Un ragazzo che ho conosciuto online mi ha convinta a fare un video”. Oggi parliamo di sexting

Pubblicato da: | Pubblicato il: dicembre 5, 2014

SEXTING“Sono Alice e ho 16 anni. Sono spaventata. Ma tanto!!! Ieri sera un ragazzo che ho conosciuto online mi ha convinta a fare un video. Lo conosco da un po’ di tempo, parliamo spesso in chat… mi ha detto di avere 17 anni, ma io ora non ci sto più credendo… Mi sembrava simpatico e carino, ci siamo scambiati anche qualche foto, era proprio il mio tipo. Non capita sempre di incontrare in chat ragazzi carini, anzi di solito sono un po’ dei bambini, dicono cose stupide, invece lui… con lui ho parlato davvero di tutto, mi sono confidata, gli ho raccontato di me, della mia famiglia, della mia scuola, dei miei amici… tutto insomma. E lui ha fatto lo stesso. Ieri sera si è connesso in chat, come sempre, questa volta però mi ha chiesto di accendere la webcam…

…mi ha chiesto di spogliarmi davanti al computer, così mi poteva vedere, e ha registrato il video. Abbiamo chattato e scherzato e io non pensavo ci fosse nulla di male, che cosa può succedere se ci divertiamo un po’? Anzi la cosa mi stava cominciando a piacere… mi stavo divertendo, eravamo amici su Facebook… pensavo di conoscerlo, lui mi piaceva!!!! Ho paura di raccontare quello che mi è successo… del video senza vestiti… Perché dopo un po’ lui ha iniziato a minacciarmi… “Guarda che se lo dici a qualcuno io lo metto su internet”. Per cancellarlo mi ha chiesto in cambio 500 euro o il numero della carta di credito dei miei, io sono andata nel panico e lui mi ha detto “Se non fai quello che ti chiedo lo metto sulla tua pagina Facebook così vedi i tuoi amici come si divertono…”. Io alla fine ieri sera ho reagito male, l’ho insultato e ho spento il pc… Non sono riuscita a dormire per tutta la notte, mi ritorna sempre in mente la cavolata che ho fatto… Ho controllato Facebook per tutto il giorno… ora ho acceso il computer… e ho visto che il video è su Youtube, con il mio nome e il mio cognome ben visibili… anche il mio numero di telefono… Mi è crollato il mondo addosso, tremavo tutta, mi sono sentita svenire… non sono neanche riuscita a prendere il link perché ho spento il pc, l’avrei distrutto se avessi potuto! Ho paura che i miei genitori possano vederlo… se lo vedono sono morta… mi ha pure taggata su Fb… Sono disperata! …non so che fare”.

Questa è la testimonianza di Alice, ragazza di 16 anni, che abbiamo trovato su uno dei siti gestiti da Telefono Azzurro. E’ un esempio di cosa si intende con il termine “sexting“, ossia con il fenomeno che vorremmo approfondire oggi dopo aver provato a chiarire cos’è il “cyberbullismo” la scorsa settimana ed aver gettato alcune basi di conoscenza negli articoli delle settimane precedenti (21/11/14 e 14/11/14).

Nell’articolo che abbiamo postato il 21 novembre scorso, abbiamo detto che la parola sexting si è recentemente diffusa e viene utilizzata per indicare un comportamento molto di moda tra gli adolescenti. Con questo termine si fa riferimento allo scambio di foto o video sessualmente espliciti o comunque inerenti la sessualità, spesso realizzati con il cellulare e diffusi tramite MMS o condivisi su Internet tramite chat, email, blog o social networks. L’origine di questo termine è dato dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) e “texting” (inviare testi). Scattarsi una foto in posa provocante, magari senza vestiti, e inviarla al proprio fidanzato è un esempio di quello di cui stiamo parlando.

 

Perché i nostri ragazzi lo fanno?

Lo scambio di foto o video a contenuto sessuale può apparire ai ragazzi come qualcosa di normale, di divertente e non rappresentare un problema. Il più delle volte, scattarsi una foto sexy e inviarla può essere un comportamento messo in atto senza pensare alle conseguenze. Cosa può esserci di male nel flirtare virtualmente, per attirare l’attenzione di qualcuno che ci piace o per mettersi in mostra? Oppure, all’interno di un rapporto di coppia, non può esser visto come una “prova d’amore”? Un sacco di ragazzi lo fanno e a volte lo chiedono proprio esplicitamente alle loro fidanzate…

 

I numeri del fenomeno

Anche in questo caso l’errore più grossolano che possiamo fare noi genitori è quello di sottovalutare il fenomeno o quello di pensare che non possa riguardare nostro figlio o nostra figlia. Allora vogliamo dare alcuni numeri del problema, ricavati da diverse indagini effettuate da Telefono Azzurro ed Eurispes tra il 2011 ed il 2012.

  • Oltre un adolescente su 4 ha raccontato di aver ricevuto sms/mms o video a contenuto sessuale. Ad inviare questo materiale sono soprattutto gli amici (38,6%), il partner (27,1%) o sconosciuti (22,7%).
  • Il 59,2% ha detto di essersi divertito o che gli ha fatto piacere riceverli, un adolescente su 6 è invece rimasto indifferente.
  • Al 20% delle ragazze, però, ha dato fastidio.
  • Il 12,3% degli adolescenti ha ammesso di aver inviato questo tipo di immagini (nel 2011 lo aveva detto il 6,7%). Tra questi, il 41,9% non vede cosa ci sia di male nell’averlo fatto, l’11% ha detto di voler fare uno scherzo, il 16,1% ha detto di averlo fatto con il proprio partner, di cui si fida.
  • Al 20,5% dei ragazzi, infine è capitato di trovare online proprie foto imbarazzanti, all’11,1% video spiacevoli che li ritraevano.
  • Il fenomeno interessa sia i ragazzi che le ragazze.

In questo breve video (dura circa 1 minuto) il riassunto dei dati che abbiamo elencato sopra:

Questi i dati del 2012, ed oggi ci troviamo alle soglie del 2015…

CLICCA QUI se vuoi leggere il rapporto completo “Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2012″…

 

Esiste anche una variante chiamata “sextortion”

Questo termine indica un altro tipo di sexting che può causare danni. Il termine “sextortion”, deriva dall’unione delle parole parole inglesi “sex” (sesso) ed “extortion” (estorsione). Il reato di estorsione prevede che qualcuno obblighi una persona a fare qualcosa contro la propria volontà, per ricavarne dei benefici. In questo caso, chi compie il reato costringe la vittima a inviare foto/messaggi/video con un contenuto sessualmente esplicito.
Alcuni ragazzi possono essere costretti a fare sexting dal proprio partner per mantenere viva la loro relazione. A volte, però, le relazioni si interrompono, e può capitare che quelle foto vengano divulgate per vendetta o per gioco. Altri ragazzi possono essere ricattati e costretti a condividere foto di loro in pose ammiccanti o addirittura in scatti di nudo perché minacciati da coetanei!

 

Consigli per i genitori

Questa la raccolta di consigli pratici per genitori ed adulti che abbiamo messo insieme sulla base di quanto scritto dai professionisti “addetti ai lavori” e dagli enti preposti ai controlli ed alla sicurezza:

  • Informiamoci, il sexting non è infrequente. Ancora troppo spesso gli adulti tendono a ignorare l’esistenza del fenomeno o a sottostimarne la pervasività, mostrandosi inconsapevoli del fatto che esso coinvolge molti adolescenti. Informiamoci sull’esistenza di questo fenomeno e parliamone ai nostri figli. È importante che i genitori affrontino l’argomento del sexting con i loro figli in un contesto adeguato. Chiediamo ai nostri figli se ne hanno mai sentito parlare (magari non conoscono il termine specifico).
  • Chiediamo. E’ importante parlarne con i figli: avere un dialogo aperto e sereno sulla sessualità, sui cambiamenti del corpo, sullo sviluppo e l’identità sessuale, può dar loro modo di aprirsi in generale e rispetto al sexting in particolare. Affrontiamo l’argomento in maniera tranquilla e non inquisitoria, questo aiuterà i nostri figli a capire meglio i rischi connessi al fenomeno, riducendone i molteplici rischi.
  • Se abbiamo scoperto immagini, testi o video sessualmente espliciti sul telefonino di nostro figlio, assicuriamoci che sia consapevole dei rischi connessi all’invio di queste immagini. Allo stesso modo, se veniamo a sapere che nostro figlio ha ricevuto una foto di nudo che ritrae un altro adolescente, assicuriamoci che non la invii a nessuno. Questa può comunque essere un’occasione per instaurare un dialogo con i nostri figli riguardo al tema della sessualità.
  • Comprendiamo le motivazioni. E’ importante che noi capiamo perché la ragazza/il ragazzo invia proprie foto/video. Nel parlarne con i nostri figli, rimaniamo calmi, mostrandoci accoglienti e cerchiamo di capire i motivi alla base di questo comportamento (se lo ha fatto impulsivamente per gioco, se lo considera una “prova d’amore”, o se è stato costretto/a da qualcuno). E’ possibile che l’invio sia espressione di interesse per l’avvio di un rapporto, serva al mantenimento di un rapporto già esistente, o perché vogliono feedback sul proprio corpo. Tutte queste motivazioni, tipiche del periodo adolescenziale, possono essere importanti per i ragazzi.
  • Parliamo delle conseguenze. E’ importante che i ragazzi siano informati sulle conseguenze di questo tipo di comportamenti. Può aiutarli a ragionare sui loro comportamenti e a renderli consapevoli sulla possibilità di un utilizzo non appropriato delle loro immagini/video. Spieghiamogli del rischio di essere accusati di produzione e distribuzione di materiale pedopornografico.
  • Valutiamo. Valutiamo se parlarne con gli altri ragazzi coinvolti e con i loro genitori, e comunque rivolgersi alla Polizia Postale e delle Comunicazioni in caso di ulteriore supporto.

 

Consigli per i ragazzi

Abbiamo raccolto anche consigli per i ragazzi. Li riportiamo per trasferirli ai nostri figli e perché possano essere di aiuto per il dialogo che dobbiamo instaurare con loro su questo argomento:

  • E’ illegale! Non accettate né mandate foto o video sessualmente allusivi, o che ritraggono voi o i vostri amici nudi o in pose provocanti. Se lo fate, indipendentemente dal fatto che si tratti di vostre foto personali o di qualcun altro, potreste essere accusati del reato di produzione o distribuzione di materiale pedopornografico (cioè materiale pornografico che ritrae soggetti minorenni). Potreste essere contemporaneamente autori di reato e vittime, se le foto che inviate sono le vostre! Anche conservare all’interno del proprio computer/smartphone immagini di questo tipo può essere rischioso, in quanto potreste essere accusati di detenzione di materiale pedopornografico.
  • Le conseguenze negative non sono solo a livello legale. Provate a pensare al danno psicologico e alle conseguenze emotive (e sulla vostra reputazione!) derivanti dal sapere che le vostre foto più intime, che potete aver consapevolmente inviato al/la vostro/a fidanzato/a, potrebbero, nel caso in cui litighiate o vi lasciate, essere inviate dal/la vostro/a ex a tutte le persone che conoscete…e non solo! Una volta che un’immagine viene immessa nel circuito di Internet, può essere distribuita o archiviata on-line e chiunque, anche sconosciuti o malintenzionati, possono avervi accesso; la vostra sfera più intima potrebbe essere così a disposizione degli sguardi indiscreti di tutti ed esibita per sempre sulla Rete.
  • Non diffondere anche tu! Se ricevete un’immagine di sexting sul cellulare, per prima cosa non inviatela a nessun altro (potreste commettere il reato di distribuzione di pedopornografia!). Parlatene poi con i vostri genitori o con un adulto di cui vi fidate. Raccontategli l’intera storia in modo che possa avere tutte le informazioni per aiutarvi. Non agitatevi se gli adulti a cui vi siete rivolti decidono di parlare con i genitori degli altri ragazzi coinvolti: è il modo migliore per tenere voi e i vostri amici lontano da guai più seri!
  • Informa e condividi ciò che sai. Se ricevete questo tipo di foto da un vostro amico o da qualcuno che conoscete, è importante informarlo che il sexting è contro la legge e che non deve inviare più materiale di quel tipo. In questo modo, gli farete un grosso favore, perché gli eviterete il rischio di incorrere in conseguenze più serie, nel caso venisse informata la Polizia!
  • Parlane alle persone di cui ti fidi. Se il vostro amico non smette di mandare foto di questo tipo, parlatene ai vostri genitori e considerate l’opportunità di parlarne con i suoi genitori e con gli insegnanti.

 

Come sempre speriamo che la lettura di questo articolo possa contribuire ad aumentare il livello di conoscenza di un altro argomento che, come dicono gli esperti, noi genitori tendiamo a sottovalutare o a non comprenderne la reale portata.

Attendiamo i vostri commenti.

Lo staff di AllegraMente.

 





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